Ancora morti fra gli immigrati che tentano di attraversare il Medìterraneo - Immigrants continue to die while attempting to cross the Mediterranean
Nella provincia di Ragusa i cittadini reagiscono all’ultima tragedia dell’immigrazione.
Il 17 novembre, a largo della costa ragusana, tra Pozzallo e Sampieri in Sicilia, un barcone con oltre 200 persone è naufragato a cuasa delle pessime condizioni atmosferiche. I migranti a bordo hanno cercato di salvarsi nuotando verso la riva, ma molti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere la costa. Per il momento il conto dei cadaveri resi dal mare è di 25 persone, ma il numero è destinato a salire.
I cittadini della provincia di Ragusa, indignati ancora una volta dall’ennesima tragedia, vogliono far sentire la loro voce e hanno organizzato una marcia verso la spiaggia di Pozzallo che si terrà giorno 1 Dicembre in segno di rispetto verso le vittime e di protesta verso l’indifferenza e il silenzio che ha avvolto questa tragedia.
I numerosi cittadini, le associazioni e le organizzazioni firmatarie di un documento ufficiale protestano anche contro il trattamento degli immigrati che sono arrivati in vita a Pozzallo, ai quali sono state tolte scarpe e cinture per prevenire potenziali fughe.
Ma questa vicenda apre degli interrogativi ancora più gravi a livello Europeo, specialmente nelle relazioni fra Malta, l’Italia e la Regione Sicilia in materia di immigrazione.
Infatti, il barcone con a bordo gli immigrati era stato intercettato dalle motovedette maltesi e secondo la versione riportata dalla stampa locale i migranti hanno rifiutato i soccorsi, proseguendo verso la Sicilia. Le autorità maltesi hanno comunicato a quelle italiane l’arrivo dell’imbarcazione, ma il rimorchiatore partito dal porto di Pozzallo per prestare soccorso, dovette rientrare alla base immediatamente a causa del mare Forza 7 e delle fortissime raffiche di vento da Nord Ovest.
Chiramente, come scrive la stampa locale “la scelta delle autorità maltesi di lasciare proseguire il barcone carico di immigrati, nonostante il mare in tempesta, è destinata a suscitare polemiche.� (LA SICILIA 18 Novembre 2005)
Nonostante, il 18 Novembre, il sottosegretario alla Difesa maltese Toni Abela, abbia puntualizzato che il barcone «era in acque internazionali» e che gli immigrati «hanno rifiutato i soccorsi» e quindi le autorità Maltesi non erano responsabili, rimane la questione morale che concerne tanto il governo Maltese, quanto quello Italiano e l’Europa tutta.
La gente di Ragusa non si rassegna a spiegazioni formali e al silenzio della stampa nazionale, il 1° Dicembre raggiunta la spiaggia deporrà un mazzo di fiori per ricordare le vittime del 17 Novembre 2005, perchè l’indifferenza uccide e distrugge ogni speranza di miglioramento.